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Gli italiani e l'Africa Korps in Cirenaica 1940-41 - Tobruk è caduta. L'euforia della vittoria porta Rommel e gli Italiani a continuare l'avanzata. Così cadono Bardia, Sidi el Barrani, Marsa Matruh, ma ad el Alamein…
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Periodi, episodi, momenti della storia attraverso immagini rare ed inconsuete,
tratte da archivi personali, albums di famiglia, ricordi dei protagonisti,
prima che si perdano e perché ne resti memoria.


I fatti che si svolsero in Africa settentrionale dall’inizio della 2a guerra mondiale in poi hanno l’impronta del carro armato.

Il generale Graziani, alla testa dei suoi fanti, fu schiacciato dai cingoli del Matilda, il possente carro armato inglese che sicuramente apparve ai soldati italiani come un enorme mostro indistruttibile. Fu subito evidente che un nudo pedone nulla poteva contro un cavaliere corazzato; perciò l’illusione di Graziani di conquistare l’Egitto si frantumò contro l’acciaio dei tanks britannici.

Poi, all’inizio del ‘41, arrivò in Libia un altro cavaliere corazzato, che si affiancò al pedone italiano e mosse alla conquista delle terre perdute l’anno precedente.

Erwin Rommel, il teorico della guerra di movimento, e i suoi potenti Panzer, bilanciarono la tensione. Ma, come disse egli stesso, in questo nuovo modo di fare la guerra neppure il più bravo soldato è efficace senza carri armati, cannoni e veicoli. L’equilibrio che si era venuto a formare, quindi, mutò spesso a seconda del materiale acquisito dall’una e dall’altra parte, o delle caratteristiche dei mezzi usati nella contesa.

Nella guerra mobile – disse Rommel – ogni sforzo si concentra sulla distruzione del materiale nemico. Ma se questo era pur vero, nelle battaglie tra mezzi che si svolsero in Cirenaica le perdite umani furono notevoli e spesso drammatiche ed insostituibili.

Rommel esercitò l’azione di comando e manovrò le sue truppe con maggiore sicurezza e tempestività del nemico (anche se alcune sue decisioni lo portarono in contrasto con i comandanti italiani), e i soldati tedeschi si mostrarono indubbiamente superiori a quelli britannici. Gli italiani erano, per gli Inglesi, avversari da non sottovalutare; molte furono le azioni eroiche individuali, compiute specialmente dai bersaglieri e dai carristi dell’Ariete. L’M13, il carro armato italiano, era indubbiamente inferiore al più piccolo carro inglese, tuttavia le nostre divisioni corazzate in più di un’occasione resistettero a forze superiori e a volte le “dettero di santa ragione”.

Alla fine Tedeschi e Italiani riuscirono a riprendere, nel ‘41, l’intera Cirenaica: solo la piazzaforte di Tobruk, l’unico vero porto della zona, restava in mani Britanniche. L’assedio delle truppe dell’Asse fu incessante, ma gli Inglesi gettarono sul campo sempre più uomini e mezzi a compensare le enormi perdite subite. Alla fine dell’anno Rommel e i Comandi italiani, pur avendo vinto sul campo le più importanti battaglie, furono costretti a retrocedere, abbandonando Tobruk e la Cirenaica: mancavano infatti i rifornimenti di mezzi, uomini, carburante, che dall’Italia non potevano affluire in quantità sufficiente perché il nemico controllava le rotte del Mediterraneo. Le capacità dell’Armata britannica di rigenerarsi, invece, sembravano inesauribili. Gli Autori 


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Angelo R. Todaro
17x24 cm
154
brossura
foto B/n e colore
9788895038155

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