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Ordinate e Annotate da Martin Bormann
Prefazione di Hugh R. Trevor-Roper

Ad oltre un cinquantennio dalla loro prima pubblicazione, le Conversazioni a tavola di Hitler 1941-1944 vengono presentate in questo volume nella loro edizione più completa ed organica. La trascrizione, il più possibile precisa, dei discorsi informali pronunciati da Hitler alla Wolfsschanze o al Wehrwolf in occasione dei suoi pasti insieme ai membri della sua cerchia intima (con l'occasionale presenza di qualche invitato) fu un'iniziativa di Martin Bormann, segretario del Führer succeduto in questa carica a Rudolf Hess. Intento di Bormann era il completamento dell'ambizioso programma già adombrato da Hitler nel Mein Kampf, una glorificazione della filosofia del Führer, una guida esemplare per la posterità. Le registrazioni delle conversazioni a tavola iniziarono nel 1941, affidate ad un funzionario del Partito, Heinrich Heim, che avrebbe trascritto ogni parola di Hitler per poi sottoporre il materiale alla verifica e all'approvazione di Bormann. Le oltre mille pagine contenenti le registrazioni delle conversazioni furono raccolte sotto il titolo di Bormann-Vermerke (Annotazioni di Bormann). Questa prima fase – che coincise con l'apice dei successi hitleriani – si concluse nell'estate del 1942, a seguito del violento scontro fra Hitler ed i vertici dell'Esercito sulla condotta della campagna russa. Dopo quella data, Hitler escluse i membri dello Stato Maggiore dai suoi appuntamenti conviviali; le conversazioni proseguirono, ma si diradarono e cambiò il loro carattere; precipitato in uno stato di depressione maniacale, il Führer rivolgeva quelli che ormai erano monologhi ripetitivi ad un uditorio annoiato costituito per lo più dalle sue segretarie.
Assai controverse furono le vicende che accompagnarono, nel dopoguerra, la pubblicazione del libro; i protagonisti di un lungo contenzioso che verteva tanto sulla completezza del resoconto che su questioni di copyright furono Henry Picker – trascrittore ufficiale delle conversazioni da marzo ad agosto del 1942, sostituto del Ministerialrat Heinrich Heim – e François Genoud, uno svizzero che aveva acquistato i Bormann-Vermerke, convinto di detenerne i diritti per la pubblicazione. Nel 1951 Picker diede alle stampe un volume intitolato Hitlers Tischgespräche (molte sue sezioni erano state copiate dalle trascrizioni di Heim durante la sua assenza), ma incompleto. Genoud, per parte sua, disponeva di una versione più completa delle conversazioni, senza poter vantare i diritti sull'edizione in tedesco. Ricorse pertanto ad un escamotage: tradusse il libro in francese e ne pubblicò il primo volume (Adolf Hitler: Libres Propos sur la Guerre et la Paix) nel 1952. Successivamente Genoud autorizzò una traduzione in inglese delle conversazioni, garantendosi con ciò i diritti in quella lingua.
Questa edizione delle Conversazioni a tavola di Hitler 1941-1944 è arricchita da una prefazione di Hugh R. Trevor-Roper e dal suo saggioLa mente di Adolf Hitler, nonché da tre appendici, fra le quali risalta il memorandum, a firma di Martin Bormann, “Garantire il futuro del popolo tedesco”, un progetto fondamentalmente concepito dal Führer stesso in vista del riequilibrio demografico nella Germania postbellica. Il volume segue a breve distanza di tempo l'uscita in Italia (LEG, 2009) de I verbali di Hitler. Rapporti stenografici di guerra 1942-1945, a costituzione di un corpus documentale e tematico sulla figura del dittatore tedesco.


Roper H. T. (cur.); Weinberg G. L. (cur.)
720
Brossura
Si
2010
Nuovo

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