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I mezzi d'assalto della Marina Italiana - Le azioni leggendarie degli Assaltatori della Decima Flottiglia Mas che violarono le più munite basi in Mediterraneo,dove nessuna nave alleata poteva sentirsi sicura dall'insidia portata da pochi audaci.
Con spedizione Italia per € 2,90

Periodi, episodi, momenti della storia attraverso immagini rare ed inconsuete,

tratte da archivi personali, albums di famiglia, ricordi dei protagonisti,

prima che si perdano e perché ne resti memoria.


Sin dal 1935 la minaccia britannica in Mediterraneo, al profilarsi della crisi italo-etiopica, spinse alcuni ufficiali – primi fra tutti Teseo Tesei ed Elios Toschi – memori delle azioni della Marina entro i porti austro-ungarici durante il primo conflitto mondiale, allo studio di mezzi speciali capaci di colpire navi nemiche nelle loro basi.

Segretamente, tra i canneti delle rive del fiume Serchio, ebbe inizio la costruzione delle nuove armi, quali l’SLC, siluro a lenta corsa, più noto come maiale, ed il “barchino” esplosivo e silurante. Per la loro condotta, un piccolo nucleo di volontari provenienti da tutti i Corpi, Armi e Specialità, si addestrò con duro tirocinio.

Subito dopo lo scoppio delle ostilità iniziarono le prime missioni dei mezzi d’assalto, portati in prossimità delle basi nemiche da sommergibili “avvicinatori” tra cui lo Sciré e l’Ambra dei comandanti Junio Valerio Borghese e Mario Arillo.

Quelle azioni erano il risultato di un’articolata organizzazione, da Supermarina, l’Alto Comando, ai molti agenti segreti ed informatori operanti in territorio nemico o neutrale; dalle basi segrete in patria o nelle viscere di insospettabili mercantili ai tecnici del Genio e delle Armi Navali che quei mezzi costruivano e perfezionavano.

Gibilterra, Suda, Malta, Alessandria, Algeri vennero sistematicamente violate; le nazioni belligeranti prendevano atto dei risultati dei mezzi d’assalto italiani e cercarono di imitarli.

Rimasta compatta nel rifiuto dell’Armistizio, la Decima Flottiglia MAS, al comando del principe Junio Valerio Borghese, si ampliò in complessa unità combattente della Marina della R.S.I. con l’afflusso di migliaia di volontari. Mariassalto divenne invece la denominazione dell’analogo reparto ricostituitosi nel Regno del Sud.

Ma i contatti tra gli uomini, ora nemici, delle due parti si mantennero costanti durante la guerra civile, principalmente per preservare dalla distruzione le infrastrutture portuali ed i cantieri del nord.

A cinquant’anni di distanza gli Assaltatori superstiti, avendo sin dall’inizio messo da parte barriere ideologiche, celebrano ancora i loro Caduti riandando con la memoria ad eroiche imprese.  Elio Andò 


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Elio Andò
17x24 cm
130
brossura
b/n e colori
9788895038131
2008 - SECONDA EDIZIONE

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