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Rommel – Panzerarmee Afrika 2

 89,90

Italiani e Afrika Korps in Nordafrica
Dalla conquista di Tobruk alla sconfitta definitiva in Tunisia (febbraio 1942 – maggio 1943)

Il 23 gennaio 1942 Rommel, tornando dalla Germania si presentò al Comando italiano informandoli che per ordine di Hitler il Panzergruppe Afrika diventava la Panzerarmee Afrika, in virtù anche del fatto che Rommel era stato promosso generale d’armata. Tale denominazione continuava a comprendere tutte le forze italo-tedesche, sia quelle corazzate che di fanteria.
Si pensava di essere ormai sufficientemente numerosi e potenti da far ritenere possibile la definitiva conquista dell’Egitto.

Il prezzo di 79,90 è riferito ad entrambi i volumi: Rommel – Panzergruppe Afrika 1 e Rommel – Panzerarmee Afrika 2
È sufficiente ordinare un libro per averli entrambi.

Formato: 21×28 – pagine: 312, interamente illustrato con immagini dell’epoca – brossura copertina plastificata con alette

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Descrizione

Sulla guerra d’Africa è stato scritto molto. Tuttavia molte sono pubblicazioni datate, ed hanno un comune difetto: parlano molto dei britannici e dei tedeschi, ma trascurano gli italiani, quasi come se noi in Africa non ci fossimo.
Il perché lo si capisce: era così già durante la guerra.
I Britannici hanno sempre considerato il Tedesco come loro avversario più temibile, così come consideravano i panzer tedeschi veramente pericolosi. Inoltre diveniva “onorevole” subire una sconfitta dalle truppe tedesche, “disonorevole” quando a darle erano gli italiani, e non ne parlavano, a parte qualche raro caso, come avvenne per la divisione “Folgore”. Addirittura, quando i comandanti britannici delle postazioni accerchiate chiamavano il rispettivo Comando per chiedere aiuto, urlavano «siamo circondati da carri armati tedeschi!», anche quando invece erano carri italiani, ben sapendo che se avessero detto la verità non avrebbero ricevuto aiuto. Come si faceva ad essere in pericolo – avrebbero pensato al Comando – quando ad attaccare erano quei ridicoli carri italiani?
Invece io ho voluto colmare questa lacuna, parlando sì delle azioni britanniche e tedesche, ma anche di molte di quelle sostenute dagli italiani. In diversi episodi essi si sono distinti egregiamente, nonostante la carenza e pessima qualità del materiale a disposizione. Per questo gli Italiani hanno usato bombe autocostruite o ideato
stratagemmi e trappole, nelle quali più volte gli Inglesi vi sono caduti. E lo stesso Rommel, in più occasioni, ha lodato il coraggio, l’intraprendenza e la temerarietà dei soldati italiani.
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