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COLONIE D'ITALIA

Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia, Dodecaneso. La storia delle colonie italiane...
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Prezzo: € 42,00
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Descrizione

La storia delle colonie italiane prese il via nella seconda parte del 1800.    Si era appena raggiunta l’unità nazionale quando lo sguardo degli italiani si volse all’Africa, un po’ per i ricordi gloriosi di Roma, ma anche per la stessa situazione geografica dell’Italia, protesa a traverso del Mediterraneo, e per i racconti dei primi pionieri che tra il 1870 e l’85 esplorarono la fascia costiera del continente nero.  I tempi non erano ancora maturi per un’azione militare in grande stile, a causa anche dell’ostruzione delle altre potenze (Inghilterra e Francia innanzitutto) che, interessate anch’esse alle coste africane, ritardarono di diversi lustri l’inizio di un’azione concreta. Cosicché per più di quindici anni l’espansione italiana in Africa fu avviata soltanto da un manipolo di precursori. Erano, quelle, ancora imprese dallo spirito risorgimentale, avviate da gente che provava difficoltà ad appendere il fucile al muro. Gli avventurosi che salparono verso il Mar Rosso e che tracciarono i primi itinerari sulle carte del Sudan e dell’Etiopia erano stati quasi tutti nelle fila di Garibaldi, ed erano ormai restii ad accettare un impiego governativo o la vita di guarnigione. Ufficiali brillanti che piantarono la carriera, ingegneri, medici, industriali, commercianti, artieri e gente comune partirono in massa per l’Africa. Anzi nell’esercito Umbertino si fece persino a gara per partecipare alle spedizioni; partì il fior fiore dei giovani, spinti dal fascino dell’avventura e dal richiamo di quella terra che il romanticismo del tempo definiva la “sfinge nera”.  Molti di essi non tornarono, altri vi acquisirono esperienza utile per eventi futuri. Questi primi “africanisti” costituirono comunque l’avanguardia delle generazioni di combattenti che si alternarono nei futuri eserciti coloniali. Alla fine del 1884 l’Italia decise di porre militarmente piede in Africa, indotta dalla Gran Bretagna che contava sull’appoggio italiano per arginare la dilagante rivolta religiosa nel Sudan, ma anche allarmata dalle intenzioni della Francia di stabilirsi sulla costa eritrea. Con l’occupazione di Massaua (5 febbraio 1885) ebbe inizio l’avventura coloniale italiana.  Negli anni a seguire l’occupazione si estese: oltre che l’Eritrea e l’Etiopia, divennero colonie italiane la Somalia, la Libia e le isole dell’Egeo.

Specifiche
Autore Mario Lazzarini
Formato 17x24 cm
Pagine 496
Rilegatura cartonato e plastificato
Illustrazioni Oltre 1500 foto in b/n e a colori
ISBN 9788895038063
Edizione 2006
Recensioni
Una interessantissima raccolta di immagini e documenti originali delle nostre Colonie in Africa Orientale e nel Dodecanneso, conquistate e poi perdute. Ho trovato il testo di facile lettura ed apprendimento, adatto anche per l'insegnamento della storia nelle scuole.
Sepalia,Martedì, 22 Novembre 2016
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La storia delle colonie italiane prese il via nella seconda parte del 1800.    Si era appena raggiunta l’unità nazionale quando lo sguardo degli italiani si volse all’Africa, un po’ per i ricordi gloriosi di Roma, ma anche per la stessa situazione geografica dell’Italia, protesa a traverso del Mediterraneo, e per i racconti dei primi pionieri che tra il 1870 e l’85 esplorarono la fascia costiera del continente nero.  I tempi non erano ancora maturi per un’azione militare in grande stile, a causa anche dell’ostruzione delle altre potenze (Inghilterra e Francia innanzitutto) che, interessate anch’esse alle coste africane, ritardarono di diversi lustri l’inizio di un’azione concreta. Cosicché per più di quindici anni l’espansione italiana in Africa fu avviata soltanto da un manipolo di precursori. Erano, quelle, ancora imprese dallo spirito risorgimentale, avviate da gente che provava difficoltà ad appendere il fucile al muro. Gli avventurosi che salparono verso il Mar Rosso e che tracciarono i primi itinerari sulle carte del Sudan e dell’Etiopia erano stati quasi tutti nelle fila di Garibaldi, ed erano ormai restii ad accettare un impiego governativo o la vita di guarnigione. Ufficiali brillanti che piantarono la carriera, ingegneri, medici, industriali, commercianti, artieri e gente comune partirono in massa per l’Africa. Anzi nell’esercito Umbertino si fece persino a gara per partecipare alle spedizioni; partì il fior fiore dei giovani, spinti dal fascino dell’avventura e dal richiamo di quella terra che il romanticismo del tempo definiva la “sfinge nera”.  Molti di essi non tornarono, altri vi acquisirono esperienza utile per eventi futuri. Questi primi “africanisti” costituirono comunque l’avanguardia delle generazioni di combattenti che si alternarono nei futuri eserciti coloniali. Alla fine del 1884 l’Italia decise di porre militarmente piede in Africa, indotta dalla Gran Bretagna che contava sull’appoggio italiano per arginare la dilagante rivolta religiosa nel Sudan, ma anche allarmata dalle intenzioni della Francia di stabilirsi sulla costa eritrea. Con l’occupazione di Massaua (5 febbraio 1885) ebbe inizio l’avventura coloniale italiana.  Negli anni a seguire l’occupazione si estese: oltre che l’Eritrea e l’Etiopia, divennero colonie italiane la Somalia, la Libia e le isole dell’Egeo.